Tecnologia

La SAM Coating GmbH si è dotata delle tecnologie di impianto dei leader di mercato IHI Hauzer Techno Coating B.V. (sede: Venlo, Paesi Bassi), Ecoclean GmbH (sede: Francoforte, Germania) e Amsonic-Hamo AG/SA (sede: Bienne, Svizzera). L'impianto di rivestimento riunisce diverse tecniche di rivestimento, consentendo di offrire ai clienti una gamma molto ampia di sistemi di rivestimento PVD/PACVD di alta qualità. Di seguito è riportata una panoramica delle tecnologie di rivestimento utilizzate.

Evaporazione ad arco elettrico (Arc)

L'evaporazione ad arco è una forma della tecnica PVD (deposizione fisica da vapore). Storicamente, la tecnica dell'evaporazione ad arco ha avuto origine dalla saldatura elettrica ed è stata poi impiegata per il rivestimento di materiali duri.

In questo processo, il materiale da vaporizzare, che deve sempre essere elettricamente conduttivo, viene inserito in una camera a vuoto sotto forma di piastra solida in qualsiasi orientamento (orizzontale, verticale, capovolto) e collegato come catodo (potenziale negativo). Come nella saldatura elettrica, viene stabilito un contatto momentaneo con l’anodo, dando origine a un arco elettrico. Il punto di origine dell’arco elettrico si concentra su un piccolo punto di combustione del diametro di pochi µm e si sposta sulla superficie del materiale da evaporare (di solito delimitato magneticamente). A causa dell’elevata densità di energia, il materiale evapora direttamente, senza formare una fusione su ampia superficie.

Si forma così un plasma altamente concentrato sotto forma di un cono di vapore. Il prodotto da rivestire viene quindi fatto passare attraverso questo cono di vapore, di solito ruotandolo più volte per ottenere un rivestimento su tutti i lati.

loading="lazy"

Con questa tecnica è quindi possibile depositare strati metallici oppure – con l’aggiunta di gas reattivi quali, ad esempio, azoto (N₂), ossigeno (O₂) o acetilene (C₂H₂) – strati nitrurati, ossidici o contenenti carbonio, come ad esempio TiN, AlTiN, TiSiN, TiCN, CrCN. Gli strati nitrurati si contraddistinguono per un’elevatissima durezza (~HV 2500-3500 / diamante 10.000 HV), motivo per cui sono adatti come strati di protezione dall’usura per utensili o componenti (nell’industria automobilistica).

La tecnica dell'arco elettrico si contraddistingue per le seguenti caratteristiche:

  • Elevate velocità di rivestimento (1-3 µm/h)
  • Elevata ionizzazione (elevata densità del plasma), che determina la formazione di strati molto densi con un’eccellente adesione
  • Poiché il materiale di partenza viene raffreddato, si genera poco calore radiante; ciò significa che i materiali sensibili alla temperatura, come ad esempio la plastica, possono essere rivestiti a temperature inferiori a 100 °C
  • È possibile vaporizzare un’ampia gamma di materiali misti (ad es. Al-Ti) senza che il rapporto di miscelazione subisca variazioni, poiché non si forma alcuna fusione liquida
  • La fonte di evaporazione può essere posizionata in qualsiasi orientamento (orizzontale, verticale, capovolta), il che garantisce ampia libertà nella progettazione della macchina.

Processo di sputtering (tecnica di atomizzazione)

loading="lazy"

La tecnica di atomizzazione è un metodo di rivestimento PVD. Con questo metodo, il materiale di rivestimento viene atomizzato, ovvero trasformato in fase vapore, mediante il bombardamento ionico proveniente da un gas inerte – solitamente l'argon.

Applicando una tensione elettrica di alcune centinaia di volt tra il materiale di rivestimento (catodo) e un anodo (di solito la parete della camera dell’impianto a vuoto), si innesca una scarica gassosa contenente elettroni e ioni positivi di argon. Gli ioni vengono accelerati dal catodo con tale forza che, quando colpiscono il materiale di rivestimento, espellono singoli atomi dalla superficie tramite trasferimento meccanico di impulso, trasferendoli così in fase vapore. In questo modo è possibile rivestire oggetti esposti a questo vapore.

Per aumentare la densità ionica del materiale di rivestimento e, di conseguenza, la velocità di rivestimento, nella catodo vengono inseriti potenti magneti che intrappolano magneticamente gli ioni. In questo caso si parla di «sputtering magnetronico». Poiché il materiale di rivestimento rimane allo stato solido durante il processo, è possibile depositare anche miscele eterogenee di metalli diversi (ad es. AlTi, AlTiV…) senza che il rapporto di miscelazione subisca variazioni nel tempo.

Oltre al gas inerte argon, è possibile introdurre in quantità limitate gas reattivi quali, ad esempio, ossigeno, azoto, acetilene o altri gas, consentendo così la deposizione di strati ossidici, nitrurici o contenenti carbonio (ad es.SiO₂, TiN, TiCN…). Questa tecnica consente quindi di ottenere una varietà di rivestimenti notevolmente superiore rispetto a qualsiasi altra (ad es. l’evaporazione ad arco elettrico). Questi strati presentano relativamente pochi difetti, sono molto lisci e sono quindi particolarmente adatti per rivestimenti decorativi (ad es. TiN, CrN, ZrN, TiCN……).

Proprio grazie alla loro levigatezza, questi strati vengono impiegati in applicazioni tribologiche, ad esempio nel settore automobilistico, come nel caso del CrN,del Cr₂Ne di varie combinazioni di rivestimenti tipo diamante (DLC).


PACVD

PACVD o PECVD è l'acronimo di “Plasma Assisted (Enhanced) Chemical Vapour Deposition”, ovvero deposizione chimica da vapore assistita (o potenziata) dal plasma.

Mentre nella tecnica PVD il materiale di rivestimento si presenta solitamente in forma solida e, se necessario, viene liquefatto mediante apporto di calore, nella tecnica CVD l’apporto avviene in fase gassosa. Pertanto, per la produzione di strati di carbonio tipo diamante (DLC), è possibile introdurre un idrocarburo come, ad esempio, l’acetileneC2H2, che viene scisso nel plasma e reso così disponibile per il rivestimento.

Questi strati trovano impiego prevalentemente in applicazioni tribologiche come rivestimenti a basso attrito e resistenti all’usura nel settore automobilistico.